
C’è un breve video celebrativo di Fantasy che oggi colpisce per almeno due motivi. Il primo è naturalmente il contenuto. Il montaggio ripercorre infatti molti dei temi affrontati dalla trasmissione: fantascienza, horror, fantasy, fumetto, effetti speciali, immaginario televisivo e cinematografico. In pochi minuti riaffiora un intero modo di raccontare il fantastico in televisione, con immagini, ospiti, frammenti di programmi e atmosfere che oggi appartengono quasi all’archeologia audiovisiva italiana.
Video celebrativo: Fantasy vince il Premio Italia come Miglior Spettacolo del 1997
Ma il secondo motivo è forse ancora più interessante: la qualità e l’ambizione del linguaggio visivo. Il video celebra il riconoscimento ottenuto da Fantasy al Premio Italia, ma allo stesso tempo mostra molto bene il livello di sperimentazione grafica raggiunto dal programma nella metà degli anni Novanta. Guardando oggi i frame estratti dal filmato — e il collage/storyboard che abbiamo realizzato — si notano continuamente dissolvenze digitali, sovrapposizioni video, effetti di compositing, titolazioni integrate nello spazio grafico, texture elettroniche, montaggio rapido e una forte influenza dell’estetica cyber e fantascientifica dell’epoca.
Bisogna ricordare che nel 1995 la televisione italiana lavorava ancora quasi interamente in ambiente analogico. Elaborazioni visive di questo tipo comparivano, occasionalmente, nelle sigle più costose delle reti nazionali o in alcuni spot pubblicitari di alto livello. In Fantasy, invece, quel linguaggio diventava parte quotidiana del programma.
Non si trattava di un semplice effetto speciale usato una volta sola per impressionare il pubblico. La post produzione digitale accompagnava regolarmente i servizi, le presentazioni in studio, i collegamenti con l’immaginario fantascientifico e persino gli interventi di Simona Gheorghe. Era un’identità visiva coerente, riconoscibile, costruita episodio dopo episodio.
E forse è proprio questo a rendere ancora così affascinante il video celebrativo di Fantasy: non soltanto il ricordo di una trasmissione, ma la testimonianza concreta di una televisione che provava a immaginare il futuro anche attraverso la grafica, il montaggio e la sperimentazione visiva.