Incontro con la Società Tolkieniana Italiana, Paolo Gulisano e Adolfo Morganti
Molti associano oggi Il Signore degli Anelli alla celebre trilogia cinematografica di Peter Jackson. Eppure, quando questo servizio fu realizzato da Fantasy, quei film erano ancora lontani. Era la seconda metà degli anni Novanta e Tolkien era già considerato il padre del fantasy moderno, amatissimo da lettori, studiosi e appassionati, ma ancora lontano dalla straordinaria popolarità mondiale che avrebbe raggiunto pochi anni dopo grazie al grande schermo.
In questa seconda parte dell’incontro con la Società Tolkieniana Italiana, Paolo Gulisano e Adolfo Morganti riflettono sulle ragioni del successo senza tempo dell’opera di Tolkien: il valore dell’amicizia, il coraggio, il sacrificio, il conflitto tra bene e male che attraversa ogni essere umano e la straordinaria capacità della Terra di Mezzo di apparire come un mondo vivo, con una storia, una lingua e una mitologia proprie.
Rivedere oggi questo documento significa tornare a un momento in cui Il Signore degli Anelli era già un classico del fantastico, ma apparteneva ancora soprattutto alla comunità degli appassionati. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Fantasy: raccontare il fantasy, la fantascienza e il fumetto quando erano ancora universi di culto, molto prima che diventassero fenomeni di massa.
Capitoli
00:00 I sessant’anni de Lo Hobbit e la Società Tolkieniana Italiana
00:17 Perché Tolkien continua a parlare a generazioni diverse
01:02 Eroi, miti e il successo senza tempo de Il Signore degli Anelli
01:20 Il bene e il male nel cuore dei personaggi di Tolkien
02:10 Il primo incontro con Il Signore degli Anelli
02:29 La Terra di Mezzo come storia delle origini del nostro mondo
