Fantasy, la trasmissione che il pubblico non ha mai dimenticato

Simona Gheorghe presenta Fantasy nel cuore del Fantastico

Nel 2009, quasi dieci anni dopo l’ultima puntata di Fantasy, qualcuno sentì ancora il bisogno di scriverne con entusiasmo, nostalgia e perfino rabbia. Non si trattava di una semplice citazione televisiva o di un ricordo generico legato agli anni Novanta: era la testimonianza concreta del fatto che quella trasmissione aveva lasciato un segno profondo nel pubblico appassionato di fantastico, fantascienza, fantasy, fumetto e immaginario nerd quando ancora questi mondi venivano considerati “di nicchia”.

Sul sito Book and Negative, Germano “Hell” Greco pubblicò infatti un lungo articolo intitolato Fantasy, nel Cuore del Fantastico, dedicato proprio alla storica trasmissione andata in onda su Odeon TV dal 1996 al 2000. E rileggendolo oggi, a distanza di molti altri anni, colpisce soprattutto una cosa: il tono emotivo. Non è il pezzo freddo di un archivista o di un nostalgico distratto. È il racconto di qualcuno che quella trasmissione l’ha vissuta davvero.

Greco definisce Fantasy come “l’unica e sola trasmissione televisiva italiana dedicata al fantastico, al fantasy e alla fantascienza in ogni sua forma” e ricorda immediatamente la figura di Simona Gheorghe, evocata come presenza simbolica di quell’esperienza televisiva: “una dolce, nordica e algida fanciulla […] Simona Gheorghe, conduttrice dell’unica e sola trasmissione televisiva italiana dedicata al fantastico”.

Simona Gheorghe presenta Fantasy nel cuore del Fantastico (video)

L’articolo insiste molto anche sul carattere rivoluzionario del programma. Nel 1996, quando internet era ancora agli inizi e la cultura geek non era affatto mainstream, Fantasy portava in televisione libri fantasy, fantascienza, fumetti, giochi, cinema di genere, rubriche specialistiche e perfino temi scientifici affrontati con leggerezza ma senza banalizzazioni.

Greco scrive: “Sui canali Odeon va in onda un programma dedicato solo ed esclusivamente a questi temi fantastici spesso e incomprensibilmente considerati ‘di nicchia’” e ricorda dettagliatamente perfino la struttura del programma: “In stile Target, con inquadrature fisse sulla bionda e bella conduttrice, primi piani molto stretti e sfondo cangiante in CG e un alternarsi di servizi, intervallati dalla spassosa rubrica il Dizionario del Fantastico”.

Simona Gheorghe presenta Fantasy nel cuore del Fantastico

Uno dei passaggi più belli del testo riguarda però la scoperta dell’archivio online di Fanta-TV. Nel 2009, quando era ancora difficile reperire materiali televisivi storici sul web, Greco racconta di essersi quasi arreso nel cercare tracce della trasmissione, finché non si imbatté nel sito creato da Gianni Cresci: “mi sono imbattuto […] in questo sito a cura di Gianni Cresci […] un archivio contenente tutte le puntate di Fantasy andate in onda per quattro stagioni televisive”.

È un passaggio importante perché dimostra quanto il recupero e la conservazione di quella memoria televisiva siano stati fondamentali. Senza quell’archivio, probabilmente molte puntate sarebbero semplicemente scomparse.

Fantasy non è stato soltanto un programma televisivo: è stato uno spazio di libertà culturale, immaginazione e passione condivisa.

Ma il cuore vero dell’articolo è soprattutto il suo appello finale. Greco contrappone la libertà immaginativa di Fantasy alla televisione commerciale contemporanea, accusata di aver abbandonato ogni spazio dedicato alla fantasia e alla cultura fantastica. Il tono diventa polemico, acceso, quasi militante: “Che dire, tredici anni fa, a quanto pare, si osava non solo concepire, ma produrre trasmissioni dedicate a soddisfare le aspettative del pubblico” e ancora: “dateci una trasmissione di puro intrattenimento che tratti temi tanto cari e tanto seri”.

Forse è proprio questo il dato più interessante. A quasi dieci anni dalla chiusura del programma, Fantasy non veniva ricordato soltanto come una curiosità televisiva d’epoca, ma come qualcosa che mancava davvero. Un vuoto. Un’esperienza che nessun altro programma italiano era riuscito a sostituire.

E oggi, molti anni dopo quell’articolo del 2009, la sensazione è ancora la stessa. Per tanti spettatori italiani, Fantasy non è stato soltanto un programma televisivo: è stato uno spazio di libertà culturale, immaginazione e passione condivisa. Un piccolo esperimento televisivo che, contro ogni logica commerciale, aveva scelto di prendere sul serio il fantastico.

Fonte: Germano Hell Greco, Fantasy, nel Cuore del Fantastico, pubblicato su  Book and Negative

 
  1. Elenco dei Video disponibili
  2. HOME PAGE