Metropolis e gli anni Venti: quando la fantascienza imparò a guardare il futuro
Negli anni Venti la fantascienza cinematografica cambia profondamente. Dopo i primi cortometraggi fantastici ispirati alle invenzioni di Georges Méliès, il genere comincia a interrogarsi sul futuro, sulla tecnologia e sulle trasformazioni della società.
In questo episodio della Breve storia del cinema di fantascienza, Marcello Rossi racconta come il cinema europeo, e in particolare quello tedesco, abbia anticipato molti dei temi che diventeranno centrali nella fantascienza del Novecento. Mentre negli Stati Uniti prevalgono ancora gli adattamenti di grandi opere letterarie e racconti fantastici, in Europa prendono forma visioni originali del futuro, spesso segnate da tensioni sociali, progresso tecnologico e inquietudini politiche.
Al centro del racconto c’è Metropolis (1927) di Fritz Lang, uno dei film più influenti della storia del cinema. La sua rappresentazione di una città futuristica divisa tra una classe dominante e una massa di lavoratori sfruttati continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per il cinema di fantascienza e per l’immaginario contemporaneo.
Questa rubrica di Fantasy ripercorre le tappe fondamentali dell’evoluzione del genere, mostrando come la fantascienza abbia saputo interpretare, fin dalle sue origini, le speranze e le paure della modernità.
Video tratto dal programma televisivo Fantasy – Nel Cuore del Fantastico. Il primo programma televisivo dedicato alla fantascienza, giochi di ruolo, manga e anime. (Odeon Tv 1996-97) – (Cinquestelle 1998-99). Un programma di Gianni Cresci e Duccio Cresci
