“Fantasy”: quando la televisione italiana scoprì il mondo nerd prima di Internet

A quasi venticinque anni dalla fine della trasmissione, continuano ad apparire online testimonianze, ricordi e recensioni dedicate a Fantasy – Nel cuore del fantastico. Ed è significativo che molte di queste non abbiano il tono nostalgico superficiale di chi ricorda semplicemente “un vecchio programma TV”, ma quello molto più personale di chi riconosce a quella trasmissione un ruolo reale nella propria formazione culturale e immaginativa.

Dopo avere segnalato una recensione pubblicata nel 2009, vogliamo soffermarci oggi su un altro bellissimo testo comparso nel 2019 sul blog Fantasia Errante, intitolato proprio Fantasy – Nel cuore del fantastico. Un articolo che riesce a raccontare con precisione il contesto storico in cui nacque il programma e soprattutto ciò che lo rese davvero diverso da tutto il resto della televisione italiana dell’epoca.

L’autore parte da una considerazione che oggi può sembrare quasi difficile da comprendere fino in fondo: negli anni Novanta il mondo “nerd” era ancora una nicchia reale. Non esistevano social network, YouTube, streaming, fandom digitali permanenti o motori di ricerca accessibili in pochi secondi. Le informazioni circolavano lentamente, spesso attraverso riviste specializzate, passaparola, associazioni locali e programmi televisivi rarissimi.

Ed è proprio qui che entra in scena Fantasy.

Come ricorda il blog, il programma iniziò il 10 febbraio 1996 sull’emittente Odeon TV e apparve immediatamente come qualcosa di “rivoluzionario”. Non soltanto perché parlava di fantasy, fantascienza, giochi di ruolo, miniature, fumetti, telefilm e immaginario fantastico, ma perché lo faceva “con molta serietà e competenza”.

È forse questo il punto più importante.

La televisione italiana dell’epoca trattava spesso gli appassionati di fantasy, fantascienza o giochi come figure eccentriche, caricaturali o marginali. Fantasy, invece, fu probabilmente la prima trasmissione italiana a rivolgersi a quel pubblico con rispetto, normalità e autentica curiosità culturale. I servizi erano realizzati insieme ai fan club ufficiali, alle associazioni, ai gruppi di appassionati. Gli intervistati non erano “fenomeni da mostrare”, ma persone competenti chiamate a spiegare davvero i mondi che amavano.

La recensione insiste molto anche sull’atmosfera del programma. Non c’era la “caciara” televisiva tipica di molti contenitori dell’epoca. Fantasy aveva un ritmo lento, rilassato, quasi ipnotico. Un tono che oggi definiremmo perfino “immersivo”. Il blog parla di una atmosfera “quasi onirica”, definizione particolarmente felice perché restituisce bene la sensazione che molti spettatori ricordano ancora oggi.

Simona Gheorghe presenta Fantasy nel cuore del Fantastico

Anche la figura di Simona Gheorghe viene ricordata con grande affetto. La conduzione pacata, professionale, mai sopra le righe, contribuiva a dare identità a un programma che sembrava appartenere a uno spazio televisivo completamente diverso rispetto alla TV commerciale tradizionale. Nel testo viene citato anche il celebre sguardo della conduttrice, “due occhi bellissimi che bucavano il televisore”, elemento rimasto evidentemente nella memoria di molti spettatori dell’epoca.

Ma forse il passaggio più significativo della recensione è quello in cui l’autore spiega che fu proprio grazie a Fantasy se scoprì per la prima volta universi come Warhammer 40.000 o il gioco di ruolo Vampiri. Ed è qui che si comprende davvero l’importanza storica della trasmissione.

Per moltissimi adolescenti italiani degli anni Novanta, Fantasy non era soltanto un programma televisivo: era una porta di accesso. Un luogo in cui si scoprivano libri, giochi, film, telefilm, comunità, hobby e linguaggi che altrove semplicemente non trovavano spazio.

Oggi, nell’epoca degli algoritmi e della disponibilità infinita di contenuti, può sembrare normale avere accesso immediato a qualsiasi nicchia culturale. Ma negli anni Novanta una trasmissione come Fantasy aveva un peso completamente diverso: costruiva connessioni, legittimava passioni, faceva sentire meno isolati migliaia di ragazzi sparsi in tutta Italia.

Ed è probabilmente per questo che, ancora oggi, il programma continua a essere ricordato con tanto affetto.

Fonte: Fantasia Errante – “Fantasy – Nel cuore del fantastico” (2019)

 
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