{"id":522,"date":"2026-05-28T11:58:17","date_gmt":"2026-05-28T09:58:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/?p=522"},"modified":"2026-05-28T11:58:18","modified_gmt":"2026-05-28T09:58:18","slug":"da-frame-a-fantasy-continuita-e-trasformazioni-di-un-format-televisivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/da-frame-a-fantasy-continuita-e-trasformazioni-di-un-format-televisivo\/","title":{"rendered":"Da\u00a0Frame a\u00a0Fantasy: continuit\u00e0 e trasformazioni di un format televisivo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite.jpg\" class=\"img-link\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"780\" height=\"739\" src=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite.jpg\" alt=\"Da\u00a0Frame a\u00a0Fantasy: continuit\u00e0 e trasformazioni di un format televisivo\" class=\"wp-image-530\" srcset=\"https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite.jpg 780w, https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite-768x728.jpg 768w, https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite-640x606.jpg 640w, https:\/\/www.fanta-tv.com\/fantasy\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/frame_fantasy_composite-528x500.jpg 528w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando&nbsp;<em>Fantasy \u2013 Nel cuore del fantastico<\/em>&nbsp;debutta nel 1995, il programma non nasce dal nulla. Alle sue spalle c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un\u2019esperienza televisiva molto precisa: quella di&nbsp;<em><strong>Frame \u2013 Estetiche del quotidiano<\/strong><\/em>, trasmissione ideata e realizzata pochi mesi prima (nel 1994) dagli stessi autori e dalla stessa produzione. Cambiano molti temi, cambia la presentatrice, cambia in parte il pubblico di riferimento. Ma osservando oggi le due trasmissioni \u00e8 impossibile <strong>non riconoscere una forte continuit\u00e0 stilistica e produttiva<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul sito ufficiale di&nbsp;<em>Frame<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.giannicresci.com\/gianni-cresci\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gianni Cresci<\/a> definisce il programma come un \u201cinedito rotocalco televisivo di estetica della vita quotidiana\u201d, <a href=\"https:\/\/www.frame-tv.com\/format.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dedicato \u201calle sottoculture, agli stili di vita, alle aggregazioni e alle manifestazioni della cultura popolare\u201d<\/a>.<br>\u00c8 una definizione importante, perch\u00e9 descrive un approccio televisivo che non si limita alla scelta degli argomenti ma coinvolge il modo stesso di fare televisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli elementi pi\u00f9 innovativi di&nbsp;<em>Frame<\/em>&nbsp;era infatti la decisione di lasciare parlare direttamente i protagonisti delle <strong>sottoculture<\/strong>: mods, punk, dark, skinheads, fumettari, surfisti, metallari. Cresci sottolinea che questi gruppi prendevano la parola \u201csenza filtri, senza voci fuori campo, senza commenti aggiunti\u201d. <br>Questo tratto distintivo ritorna chiaramente anche in&nbsp;<em>Fantasy<\/em>. Cambiano gli universi culturali raccontati \u2014 fantascienza, fantasy, fumetto, cosplay, giochi di ruolo, fandom \u2014<strong> ma resta centrale l\u2019idea di dare spazio ai fan, ai collezionisti, agli appassionati, ai piccoli gruppi organizzati<\/strong> che raramente trovavano visibilit\u00e0 nella televisione italiana di quegli anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo senso&nbsp;<em>Fantasy<\/em>&nbsp;pu\u00f2 essere considerato quasi una specializzazione tematica di&nbsp;<em>Frame<\/em>. Se&nbsp;<em><strong>Frame<\/strong><\/em>&nbsp;osservava le estetiche quotidiane e le <strong>aggregazioni urbane<\/strong> in senso ampio,&nbsp;<em><strong>Fantasy<\/strong><\/em>&nbsp;concentra l\u2019attenzione sull\u2019immaginario fantastico e fantascientifico, trasformando il fandom in materia televisiva. Anche qui, per\u00f2, il punto di vista resta interno: non quello del giornalista tradizionale che spiega il fenomeno dall\u2019esterno, ma quello delle comunit\u00e0 che raccontano s\u00e9 stesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste poi una seconda <strong>continuit\u00e0<\/strong>, ancora pi\u00f9 evidente: quella<strong> visiva e tecnica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel testo dedicato al format di\u00a0<em>Frame<\/em>, Cresci ricorda che ci\u00f2 che \u201ccolpiva al primo sguardo era la cura grafica delle immagini e la quantit\u00e0 di effetti elettronici ancora inediti per la televisione italiana\u201d. <br>\u00c8 forse l\u2019aspetto che oggi sorprende di pi\u00f9 rivedendo le immagini delle due trasmissioni. Tra il 1994 e il 1995 <strong>la televisione nazionale italiana (anche quella privata) utilizzava ancora una grammatica visiva piuttosto tradizionale<\/strong>, con montaggi lineari e post-produzione limitata alle sigle.\u00a0<em>Frame<\/em>\u00a0e successivamente\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0sperimentavano invece <strong>sovrimpressioni<\/strong>, <strong>compositing<\/strong>, effetti digitali, elaborazioni elettroniche dell\u2019immagine, <strong>ritmi di montaggio inconsueti<\/strong> per programmi culturali o di approfondimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si trattava soltanto di una scelta estetica, ma di una vera scelta produttiva. Cresci ricorda infatti che il programma era \u201cinteramente montato in digitale con sistemi non lineari\u201d e che le puntate venivano realizzate \u201csu di un <strong>Mac<\/strong> e poi mandate in onda\u201d. <br>Anche\u00a0<em>Fantasy<\/em>\u00a0eredita questa impostazione: la forte identit\u00e0 grafica, le sperimentazioni video, il montaggio rapido e la contaminazione tra televisione, videoclip e cultura underground diventano parte integrante del linguaggio del programma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Naturalmente le differenze non mancano.&nbsp;<strong><em>Frame<\/em>&nbsp;mantiene un\u2019impronta pi\u00f9 sociologica e legata ai fenomeni urbani contemporanei<\/strong>, mentre&nbsp;<em>Fantasy<\/em>&nbsp;sviluppa un tono <strong>pi\u00f9 spettacolare e immersivo<\/strong>, pi\u00f9 vicino all\u2019immaginario nerd e fantastico degli anni Novanta. Inoltre&nbsp;<em>Fantasy<\/em>&nbsp;accentua maggiormente il ruolo della conduzione e dell\u2019atmosfera televisiva, trasformando il programma in uno spazio di appartenenza per una comunit\u00e0 di spettatori molto riconoscibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, riguardando oggi entrambe le esperienze, appare chiaro come&nbsp;<em>Fantasy<\/em>&nbsp;abbia raccolto e sviluppato molte intuizioni gi\u00e0 presenti in&nbsp;<em>Frame<\/em>: l<strong>\u2019attenzione per le culture marginali o emergenti<\/strong>, <strong>il rifiuto della televisione didascalica tradizionale<\/strong>, la centralit\u00e0 dei fan e soprattutto una<strong> ricerca visiva<\/strong> che, per la televisione italiana di met\u00e0 anni Novanta, era sorprendentemente avanzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 che due programmi separati,&nbsp;<em>Frame<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Fantasy<\/em>&nbsp;sembrano cos\u00ec <strong>due capitoli di uno stesso progetto culturale e televisivo<\/strong>: raccontare mondi considerati \u201cminori\u201d con strumenti estetici e produttivi assolutamente nuovi per il loro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.frame-tv.com\/format.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gianni Cresci, \u201cIl format televisivo di Frame\u201d, Frame-TV.com <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando&nbsp;Fantasy \u2013 Nel cuore del fantastico&nbsp;debutta nel 1995, il programma non nasce dal nulla. 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